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Intervista ad Amedeo Faenza «Il Decreto Sostegni? Briciole tanti albergatori chiuderanno»

Amedeo Faenza (vice presidente Federalberghi dell’Emilia Romagna) «qual è la sua valutazione sul decreto Sostegni? «Da una prima lettura, purtroppo, si conferma ciò che temevano: i ristori sono assolutamente insufficienti. Parliamo di poche migliaia di euro che non bastano neanche a coprire un mese di mancata attività. Non servono neanche a dare una boccata d’ossigeno. Noi siamo in questa situazione, invece, da febbraio dell’anno scorso, quando ha iniziato a crollare la domanda. E non è l’unica pecca del decreto».

Quali sono gli altri elementi di criticità? «Siamo preoccupati per la cassa integrazione, non si sa fino a quando verrà erogata. In più le nostre strutture hanno bisogno di sostegni costanti, non certo una tantum».

Il Governo ha fatto male i calcoli? «I calcoli sono totalmente sbagliati. Eppure basterebbe andare a vedere i dati delle aziende e le loro perdite. Se ci fosse la volontà di calcolare in modo preciso i ristori da erogare, con un click lo si potrebbe fare».

Qual è il sentimento tra gli albergatori? «Il Decreto Sostegni è stata la botta finale, c’è molta preoccupazione. Abbiamo quasi tutte le strutture chiuse e continuiamo a rimandare costi importanti. La stagione in montagna non c’è stata, la provincia è in forte affanno e non si vede la luce. Molte aziende sono allo stremo perché non riescono a sostenere le spese di gestione di alberghi vuoti e inizia a presentarsi la volontà chiudere definitivamente».

Sono tanti gli alberghi che valutano di chiudere definitivamente? «Purtroppo sì. Per fare solo un esempio, a Modena su 30 alberghi sono in attività solo 3 e 5 rischiano di non riaprire più. La situazione è drammatica anche a Bologna e in altre città d’arte. Del resto a Roma, su 1.600 alberghi, solo 60 sono aperti e molte grandi catene hanno chiuso».

La speranza è la fine della pandemia? «No. Ed è proprio questo il grave problema. Se non arrivano ristori costanti e anche post pandemia, anche quando terminerà l’emergenza, molte strutture potrebbero non riuscire a riaprire perché tutte le scadenze prorogate al 2021 vanno pagate e i costi di riapertura sono insostenibili per strutture già allo stremo. La nostra preoccupazione è che nulla sarà come prima, anche quando si ripartirà».

Intervista di Paola Benedetta Manca

Resto del Carlino Emilia Romagna,  23 marzo 2021

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