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Il popolo dei dimenticati

L’iniziativa di FIPE Confcommercio nazionale ha visto, con ordine e rispetto delle regole, migliaia di imprenditori del mondo della ristorazione scendere in contemporanea ieri in 24 piazze d’Italia, fra cui Piazza Maggiore a Bologna per la nostra Regione.

Il Governo ha varato velocemente il Decreto Ristori con risorse significative e la Regione si sta mobilitando ad ulteriore supporto per quelle che sembrano essere le categorie più colpite. Segnali di attenzione importanti, ma assolutamente non sufficienti, per tre ordini di motivi.

Primo: il mondo della ristorazione, nel momento in cui ha investito risorse importanti per rispettare minuziosamente le regole che sono state individuate a tutela della salute CHIEDE DI POTER LAVORARE e non condivide le motivazioni che hanno portato a queste limitazioni di orario e di esercizio. Da sempre chiediamo per tutti e a tutti i livelli il rispetto delle regole e soprattutto severe sanzioni per chi trasgredisce: non è giusto penalizzare tutti per il comportamento di pochissimi!

Secondo: in questo momento la tempestività conta quasi più della consistenza dell’aiuto… Se il sostegno non arriva entro pochissimi giorni non ci sarà più l’impresa che potrà beneficiarne.

Terzo, il più importante: oggi vogliamo parlare soprattutto di quello che noi chiamiamo il popolo dei dimenticati, di quelle categorie di imprenditori che pur subendo danni economici enormi, per il solo fatto di poter continuare a stare aperti non beneficiano di alcun sostegno, se non di sporadiche attenzioni. Stiamo parlando del negozio di vicinato, del piccolo esercizio commerciale, specialmente non alimentare, e specialmente dei centri storici delle nostre città, desertificati da una paura anche immotivata, dallo smart working e da politiche della viabilità non adeguate al momento che si sta vivendo. Stiamo parlando di imprenditori praticamente abbandonati a sé stessi che devono fare i conti con cali di fatturato anche superiori all’80%.

Stiamo parlando degli ambulanti che oltre ad avere i mercati svuotati stanno subendo il divieto ad effettuare le fiere, che per molti di loro rappresentano la principale fonte di reddito. Stiamo parlando di un mondo di imprese dei servizi che non ha più committenza. Ecco, potremo dirci completamente soddisfatti solo quando più nessuno sarà dimenticato.

 

L’Ufficio Stampa

Bologna, 29 ottobre 2020

 

  • Comunicato stampa (PDF)