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Matteo Musacci, presidente FIPE Confcommercio Emilia Romagna: “Non serve ridurre gli orari di apertura dei pubblici esercizi, bisogna rispettare le regole già esistenti e sanzionare chi non le rispetta”

“In Campania sono stati ridotti gli orari di apertura dei pubblici esercizi già dallo scorso weekend e i risultati non sono stati quelli sperati dal suo Governatore.

La “movida fai da te” ha infatti continuato ad invadere le strade con una aggravante, quella che con i ristoranti e i bar chiusi si sono perse quelle sentinelle delle notte che siamo noi, ristoratori e baristi sempre attenti al controllo del territorio.

Per evitare gli assembramenti della movida non serve chiudere con anticipo i pubblici esercizi, basta sanzionare chi non rispetta le regole già esistenti, scritte nei protocolli e nei vari decreti emanati in questi mesi.

Ridurre gli orari di apertura dei pubblici esercizi significa mettere ulteriormente in ginocchio i cocktail bar, che nella fascia mezzanotte/due hanno i loro migliori fatturati, mettere in difficoltà i ristoranti e le pizzerie, che non potranno più prendere prenotazioni nel secondo turno (quel secondo turno che ai tempi del covid salvava il problema dei coperti contingentati) e lasciare che la movida notturna si svolga con bottiglie comprate al supermercato la mattina, per strada o, ancor peggio, negli appartamenti privati, dove avvengono la gran parte dei contagi (il 19% secondo la Public Health England)”.

L’Ufficio Stampa

Bologna, 12 ottobre 2020

  • Comunicato stampa (PDF)