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Al via sabato 4 gennaio le vendite di fine stagione in tutta l’Emilia Romagna

Ogni famiglia spenderà 324 euro per abbigliamento, calzature ed accessori.

In Italia interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media pro capite di circa 140 euro: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali.

“Nei nostri negozi – commenta Marco Cremonini, Presidente di Federazione Moda Italia Emilia Romagna – i consumatori potranno trovare le vere occasioni, i capi delle ultime collezioni con garanzia di autenticità ed il tutto all’insegna della trasparenza del rapporto qualità/prezzo e della fiducia, con la professionalità e il servizio a 360 gradi che da sempre contraddistinguono il commercio tradizionale. Ci sono ottime aspettative – prosegue Cremonini – da parte dei commercianti, che sono pronti ad accogliere nei loro punti vendita i consumatori ed i tanti turisti che in questi giorni stanno visitando la nostra Regione “.

“Nonostante la crescente concorrenza dei colossi on-line – conclude Cremonini – saranno saldi all’insegna dell’ottimismo, perché mentre il commercio on-line non è che un arido “clic” sulla tastiera, i nostri negozi sono prima di tutto luoghi di incontro, dove si provano emozioni e dove si crea comunità, dove si tocca, si parla prima ancora di acquistare, attraverso una esperienza non ripetibile altrimenti.”

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, a livello nazionale, ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2020, spenderà 324 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori.

 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Si ricordano inoltre le varie iniziative promosse anche sul territorio regionale da Federazione Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”, a garanzia del corretto acquisto degli articoli in saldo.

STIMA DEI SALDI INVERNALI 2020

VALORE SALDI INVERNALI (miliardi di euro)                                                           5,1

NUMERO FAMIGLIE ITALIANE (milioni)                                                                    26

NUMERO FAMIGLIE CHE ACQUISTA IN SALDO (milioni)                                          15,6

ACQUISTO MEDIO A FAMIGLIA PER SALDI INVERNALI (euro)                               324

NUMERO MEDIO DEI COMPONENTI PER FAMIGLIA                                                2,3

ACQUISTO MEDIO A PERSONA NEI SALDI INVERNALI (euro)                                140

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

L’Ufficio Stampa

Bologna, 02.01.2020

 

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