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Confcommercio: “su aperture festive e domenicali niente ideologia. Serve un compromesso”.

Aperture al dialogo sulle regolamentazione delle aperture festive e domenicali, contro scelte ideologiche ma con l’intento di conciliare le esigenze di imprese, consumatori e lavoratori del commercio. E’ questa in sintesi la posizione di Confcommercio, nelle parole del Presidente Confcommercio Emilia Romagna Enrico Postacchini, Delegato alle politiche commerciali per la Confederazione, ribadita nell’intervista al Presidente Nazionale Sangalli pubblicata sulle pagine di QN di oggi, martedì 11 settembre, che si riporta di seguito.

“Confcommercio è stata sempre critica verso la completa liberalizzazione sulle aperture domenicali di Monti. Siete d’accordo quindi con Di Maio? «Siamo d’accordo con lo spirito dei disegni di legge che intendono superare alcuni errori del passato – risponde Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio –. Fermo restando che bisogna conciliare esigenze del servizio ai consumatori, libertà d’impresa e qualità della vita di chi lavora nel commercio. Servono ascolto e dialogo: sono certo che vi saranno da parte di Parlamento e governo». La grande distribuzione parla di calo dei consumi e migliaia di posti a rischio. «Anche il nostro Ufficio studi sta facendo le valutazioni d’impatto. Quel che conta è ragionare nel merito senza pregiudizi, né tesi precostituite o ideologie. Ragioniamo allora sull’impatto delle scelte su tutto il commercio e sul Paese. Gli strappi non servono». Per i commercianti questi anni di liberalizzazioni sono stati un bene o un male? «A partire dalla riforma Bersani del ’98, il commercio è stato il settore che si è più intensamente misurato con le liberalizzazioni, fra trasformazioni profonde e costi sociali elevati. Ma il modello italiano di pluralismo distributivo resta valido. Certo, le chiusure ci sono state. Ma non dimentichiamo che il periodo delle liberalizzazioni si è incrociato con la crisi». Quale sarebbe la soluzione migliore per soddisfare le esigenze di consumatori e negozianti? «Penso sia possibile costruire un punto di equilibrio individuato con un ragionamento sul calendario delle feste civili e religiose». Quindi, quante aperture festive all’anno? «Non c’è un numero magico, c’è sicuramente l’intenzione di trovare tutti insieme la risposta. Su questo siamo aperti al confronto». Per alcuni periodi e zone sono prevedibili eccezioni? «Indubbiamente le esigenze reali dei territori turistici vanno rispettate. Contrastando però la proliferazione amministrativa dei Comuni a vocazione turistica». Riaffidare a Comuni e Regioni il compito di stabilire il calendario non rischia di ricreare un’Italia dei campanili? «Sarebbe forse più utile affidare loro compiti diversi e più impegnativi. Come la necessità della rigenerazione urbana di centri, periferie e piccoli comuni, unita a quella di mantenere e valorizzare il pluralismo distributivo». (Autore: Achille Perego)

Scarica l’intervista al Presidente Carlo Sangalli:
20180911_ArticoloRdC_IntervistaSangalli

Scarica gli articoli con le dichiarazioni del Presidente Enrico Postacchini:
20180911_ArticoliConfcommercioER_reg_liberalizzzazioni