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“Stabilimenti balneari, concessioni per 30 anni”: intervista al Presidente SIB Emilia Romagna Battistoni

Pubblichiamo integralmente l’intervista a Simone Battistoni, Presidente SIB Emilia Romagna, apparsa su il Resto del Carlino edizione Cesena il 27 gennaio u.s., il cui vengono illustrati i punti del documento del Sib nazionale sul  tema delle concessioni balneari.
“Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche ritorna di attualità un argomento spinoso, che da anni tiene sulla graticola gli operatori di spiaggia, i ristoratori, i cantieri navali e i titolari dei locali sul demanio marittimo. È la direttiva Bolkestein dell’Unione Europea che impone di mettere a gara le concessioni demaniali. Gli imprenditori sinora non hanno trovato un punto di incontro per una proposta univoca e questa è una responsabilità dei privati. MA è anche vero che i politici sino ad ora non sono riusciti a redarre un piano per l’applicazione della direttiva, incluso il governo uscente. Sull’argomento interviene Sib Confcommercio, il sindacato dei balneari più importante d’Italia, il cui vicepresidente nazionale (e presidente regionale dell’Emilia Romagna) è il cesenaticense Simone Battistoni che nei giorni scorsi era a Roma nella giunta di presidenza del Sib, assieme al collega e consigliere nazionale Roberto Zanuccoli proprio per la stesura di un documento da presentare al nuovo governo. «CHIEDIAMO delle soluzioni concrete attraverso un piano articolato in soli sei punti, molto chiari e condivisi da tutte le imprese. Partiamo dalla consapevolezza che non è legittimo espropriare delle aziende come confermato da delle sentenze di tribunali, ma contestualmente di operare su un bene pubblico che è il demanio. Per questo il primo punto è il riconoscimento di un periodo transitorio della durata di trent’anni per le concessioni esistenti e per le nuove, per mettere tutti sulla stessa linea. Alla scadenza si dovrà poi riconoscere il valore commerciale delle imprese». I proprietari degli stabilimenti balneari sono disposti a spendere di più: «Siamo favorevoli ad una riforma dei canoni, che vanno rimodulati e resi più equi. Buona parte di noi spende una cifra che può essere aumentata, mentre altri, mi riferisco agli ‘incamerati’ cioè quelle imprese di cui lo stato rivendica la proprietà anche se sono state costruite dai privati, come è il caso del ristorante ‘La Baia’ e ‘Il Gambero Rosso’, non è giusto che paghino cifre sino a 100mila euro all’anno. Occorre maggiore equità e noi a tal riguardo abbiamo idee precise e fattibili per il bene di tutti. Abbiamo inserito poi la reinterpretazione dei concetti di ‘facile o difficile rimozione’ delle strutture, sempre per evitare gli incameramenti e non lavorare più su concetti del secolo scorso. Nel documento chiediamo il superamento della stagionalità nel mantenimento delle opere e delle attrezzature balneari per un utilizzo maggiore e per tutto l’anno della spiaggia, evitando così anche il conflitto istituzionale fra Regione e Sovrintendenze. Infine chiediamo l’adeguamento dell’Iva al 10 per cento come per le altre imprese turistiche e soprattutto come avviene negli altri Paesi d’Europa». di Giacomo Mascellani
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