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Intervista al Presidente Enrico Postacchini su “Speciale Economia” de il Resto del Carlino

I saldi danno speranza in un anno difficile «Le imprese ce la mettono tutta, ora aiutateci»: Il presidente regionale di Confcommercio Postacchini: «Tasse ancora troppo alte»
Che ci sono i saldi a risollevare (almeno in parte) l’ennesimo anno difficile. Secondo i dati diffusi da Confcommercio Emilia-Romagna, infatti, le prime due settimane di sconti hanno invertito la rotta di un 2017 che fino ad allora non aveva fatto vedere segnali di particolare ripresa. Invece, i saldi qualche speranza la stanno dando: secondo l’indagine portata avanti dal Centro Studi Iscom Group praticamente un operatore su due può sorridere (il 48% per la precisione), perché vede le vendite in aumento rispetto al 2016. Proprio l’anno scorso, quella percentuale era del 36% e dunque contestualmente sono diminuiti i commercianti in perdita: dal 23% al 17%. «Non chiamiamola ripresa, ma un mantenimento dell’anno scorso che in fondo era stato veramente nero», getta, però, acqua sul fuoco il presidente regionale dell’associazione Enrico Postacchini: «La stagione è molto difficile e sinceramente per il futuro non vediamo grosse novità positive all’orizzonte«. In generale, sta proprio cambiando l’attitudine dei consumatori che non sfruttano più i saldi per regalarsi uno sfizio, ma li attendono per acquisti importanti: il 25% limita così le proprie spese allo stretto necessario, valutando attentamente il prezzo nel 35% dei casi e, nel 18% degli acquisti, controllando anche personalmente l’entità dello sconto. Tra i capi più venduti, complice la stagione, c’è l’abbigliamento estivo con magliette, costumi e bermuda, più scarpe e sandali. La spesa media è stata di circa 70 euro pro capite. Una piccola boccata d’ossigeno in un 2017 ancora molto complesso: «Abbiamo avuto molti ponti e molto freddo, in una primavera di certo poco ospitale», ricorda ancora Postacchini, secondo il quale «la crescita ancora non si vede e le attività del nostro comparto faticano a mantenere i numeri previsti». NEL PRIMO trimestre l’andamento complessivo delle vendite a prezzi correnti è sceso ancora dello 0,9% rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso. Gli esercizi al dettaglio così collezionano il quarto trimestre con segno meno e vedono ancora più lontana la ripresa che si era intravista tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. I dati non variano più di tanto tra le diverse tipologie di impresa: da piccola, media a grande, da alimentari o no, da iper o dettaglio, le vendite variano da un -2% all’unico segno positivo (+0,5%) dei grandi magazzini. Insomma, pochissima roba. Inevitabilmente calano anche le imprese attive. Al 31 marzo scorso erano 45.938 in tutta la Regione, oltre 600 in meno rispetto all’anno scorso (-1,4%) e con una tendenza leggermente peggiore del resto del Paese. E se crescono le società di capitali (+3,1%), continuano a scomparire quelle di persone (-2,8%) e individuali (-1,5%). «SERVIREBBERO politiche importanti di investimento e crescita, ma purtroppo continuiamo a ripeterlo e perdiamo solo del tempo», allarga le braccia Postacchini: «Le imprese ce la stanno mettendo tutta, con sacrifici in prima persona e un enorme senso di responsabilità che meriterebbe maggiore attenzione – prosegue il presidente –. Invece purtroppo la fiscalità è ancora un peso micidiale sui conti delle aziende, le tasse ci schiacciano e i nostri imprenditori continuano ad assolvere ai propri doveri fiscali come se nulla fosse e non vivessero in una congiuntura economica pessima». Qualche spiraglio per fortuna c’è: «Con la Regione stiamo lavorando bene insieme: c’è il Patto per il Lavoro e ci sono i bandi per i fondi europei che possono darci un mano su turismo e commercio». Qualcosa, in quei comparti, insomma, può cambiare in positivo: «Ma servono investimenti e provvedimenti per spingere le aziende a investire e ad avere fiducia», conclude Postacchini.

di FEDERICO DEL PRETE FORTUNA – 31 luglio 2017

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